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C’è casa ovunque

Vivere lontano dal proprio paese è un’esperienza comune a molti. Si lascia casa per alcuni mesi per fare un breve periodo di studio o di lavoro; oppure si cercano occasioni di lavoro che in patria non si era riusciti ad ottenere.

Oppure ci si innamora: di un luogo, di una persona, di un modo di vivere; ai fini pratici cambia poco il perché ci si trasferisce, quello che succede è che senza quasi accorgersene il tempo passa e le nuove abitudini soppiantano le vecchie.

La nostalgia cresce poco a poco. All’inizio è il contrasto fra le vecchie abitudini e le nuove – come il non riuscire a trovare un caffè come quello che prendevi al bar vicino casa tua o il doverti adattare ad orari diversi per svegliarsi o per pranzare. Però questi piccoli crucci inizialmente restano, per così dire, nel loro spazio: non si trova il caffè che vorresti, ma vuoi mettere come ti trovi meglio con il nuovo lavoro. Devi pranzare a mezzogiorno e cenare a metà pomeriggio, ma i mezzi pubblici sono così comodi e puliti. E via discorrendo, in un continuo bilancio fra piccole rinunce e grandi vantaggi.
Ma date tempo al tempo… basterà qualche mese e quei piccoli dettagli che vi mancano acquisiranno il sapore dei luoghi ai quali si era affezionati nella propria città, il calore degli amici dei tempi più lontani, il profumo della casa che si è lasciata.

La tentazione di tornare comincia a farsi concreta, o forse no: d’altronde c’è un nuovo compagno (o una nuova compagna), oppure un’accademia prestigiosa che ci aprirà opportunità importanti, o un lavoro per il quale ci si è dati da fare a lungo. Ecco che, per quanto si possa essere convinti della propria scelta, la si paga diventando preda della nostalgia.

E da questo momento tutto si trasfigura: tutto quello che ci ricorda casa diventa un’ancora importante per farci sentire meno spersi nel mondo. Come il sapore di una buona pizza, ad esempio.

La pizza, protagonista perché a differenza di piatti più elaborati può essere preparata ovunque grazie ai suoi ingredienti estremamente semplici e facili da trovare: acqua, farina, lievito. Quello che non si trova ovunque invece è un palato capace di apprezzarla, di sentire la differenza fra una pizza cotta nel tradizionale forno a legna o in uno elettrico, ad esempio, o di capire come farcirla senza farla diventare la brutta copia di un hot dog.

E, come per l’aroma di un buon espresso, quel profumo di pizza che si spande nell’aria mentre siamo indaffarati intorno al forno ci riporta, almeno per una serata, a casa.